Quella non è pancetta: cos’è la diastasi addominale e come riconoscerla

Donna con pancia da diastasi addominale

Dopo la gravidanza, molte donne notano di aver perso il peso accumulato, ma spesso rimane una “pancetta” ostinata che non va via, anche dopo un anno di dieta e attività fisica regolare. Se spesso vi chiedono se siete di nuovo in dolce attesa, potrebbe trattarsi di una condizione chiamata diastasi addominale.

Cos’è la diastasi addominale?

La diastasi addominale è la separazione del muscolo retto addominale, quello che corre verticalmente lungo l’addome. Normalmente, le due metà del muscolo sono unite dalla linea alba, un tessuto connettivo centrale. Quando questo tessuto si indebolisce o cede, le due metà del muscolo si separano, causando una protrusione della parete addominale.

Un modo semplice per osservarla:

  1. Sdraiati supini, piegare leggermente le ginocchia.
  2. Sollevare il busto come per fare un crunch leggero.
  3. Sopra l’ombelico potreste notare una cresta o protuberanza, chiamata in gergo “pinna”, che indica la fuoriuscita dei visceri non più completamente protetti dal muscolo retto.

Nei casi più gravi, la diastasi può essere accompagnata da ernia ombelicale o prolasso dei visceri.

Chi può avere la diastasi addominale?

  • Donne dopo gravidanza: il fattore più comune, a causa dell’allungamento dell’addome e dello stress sulla linea alba.
  • Obesità: anche gli uomini possono svilupparla se l’eccesso di peso esercita pressione sulla parete addominale.
  • Traumi o sforzi intensi: sollevamenti pesanti, esercizi addominali errati o attività fisica intensa possono favorirne l’insorgenza, soprattutto in persone predisposte.

Perché non è solo un problema estetico

La diastasi non è semplicemente una questione di “pancetta ostinata”. Può provocare:

  • Disturbi meccanici: riduzione della stabilità del core, lombalgia, problemi posturali
  • Disturbi funzionali: difficoltà nella respirazione profonda, digestione o controllo della vescica
  • Dolori cronici: dovuti allo squilibrio della parete addominale e alla compensazione muscolare

Diagnosi e trattamento

La diastasi può essere diagnosticata con una visita specialistica, spesso supportata da ecografia o risonanza dell’addome per valutare l’entità della separazione. Nel nostro studio, durante le visite nutrizionali, ma anche prenotandoli come esame singoli, è possibile effettuare un’ecografia adipometrica addominale (adipometria) in cui viene misurato lo spessore del grasso, questo permette di distinguere se sia effettivamente grasso o dilatazione del muscolo.

  • Trattamento conservativo: programmi di riabilitazione mirati con esercizi di rinforzo del core, Pilates o fisioterapia posturale, utili soprattutto nei casi lievi o moderati.
  • Chirurgia: nei casi più gravi, quando la diastasi provoca ernie o sintomi funzionali rilevanti, è necessario un intervento chirurgico per ripristinare l’integrità della parete addominale.

Prevenzione e consigli pratici

  • Evitare sforzi addominali eccessivi durante e subito dopo la gravidanza.
  • Rinforzare in modo mirato i muscoli profondi dell’addome (trasverso addominale) con esercizi guidati da professionisti.
  • Mantenere un peso corporeo sano.
  • Consultare un fisioterapista o un medico specialista se notate protrusioni o sintomi associati.

In sintesi, se la pancetta non va via nonostante dieta e attività fisica, non è colpa vostra: potrebbe trattarsi di diastasi addominale, una condizione comune ma spesso sottovalutata, che richiede diagnosi e gestione adeguata.

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